di Caterina Chiellino

Un viaggio di sola andata. Un flusso continuo, dal Nord Africa alle coste del Sud Europa, nelle acque gelide del Mediterraneo, persone che scappano dalla propria terra, dagli orrori della guerra e dalla miseria, persone che abbandonano la propria casa, per raggiungere paesi dove sperano di poter costruire una vita migliore, per se stessi e per la propria famiglia, molti ce la fanno ad arrivare, ma molti rimangono nelle acque gelide del mediterraneo.

I media puntano lo sguardo sul fenomeno migranti nel Sud dell’ Europa, sugli sbarchi a Lampedusa piuttosto che a Ventimiglia, con tutte le conseguenze socio-politiche del caso.
La regista tunisina Sarra Abidi con il suo film “Benzine”, presentato in concorso al Dubai International Film Festival (DIFF) nello scorso dicembre, ci fa conoscere l’altra faccia dell’immigrazione, la sofferenza estrema di genitori e parenti che rimangono nei villaggi, una famiglia il cui figlio di 19 anni a insaputa dei genitori va in Libia per imbarcarsi con un gommone verso le coste italiane.
Quello che ci propone Sarra Abidi è una sorta di viaggio al contrario.
In un villaggio povero a Sud della Tunisia, sul confine con la Libia, i genitori del ragazzo vivono in una condizione di estrema miseria ma con grande dignità,  con la speranza di avere notizie del figlio Ahmad che ha lasciato la sua casa e i suoi genitori da nove mesi.
La struggente attesa della madre, interpretata magistralmente dalla ballerina Sondos Belhassen, e il composto dolore del padre, interpretato dall’attore Ali Yahyaoui causa ad entrambi i genitori un distacco, un allontanamento l’uno dall’altra.
L’improvviso ricovero in ospedale della madre, dopo un malessere causato dall’estremo dolore, riavvicina entrambi; il padre urla la sua rabbia e la sua disperazione verso coloro che crede abbiano spinto il figlio ad emigrare, mentre la madre pianifica, ad insaputa del marito, di andare in Italia alla ricerca del figlio.
Sarra Abidi ha dedicato questo film al compagno di vita e di lavoro, scomparso durante la post-produzione del film, che con lei ha scritto la sceneggiatura e ha curato la direzione della fotografia.