Massa – ( HunaRoma ),

Prosegue fino al  4 marzo nelle sale del Palazzo Ducale di Massa (Ms), la mostra fotografica di Bart Herreman dal titolo “L’Irreale realtà”, primo evento del nuovo ciclo espositivo 2018 sulla “comunicazione dell’arte contemporanea” promosso dal Comune di Massa con la direzione artistica di Mauro Daniele Lucchesi dell’associazione Quattro Coronati.

Una mostra che sta ottenendo un grande successo grazie all’interesse e la curiosità verso le immagini di Bart Herreman, fotografo belga trapiantato a Milano. Il percorso espositivo presenta 30 fotografie, alcune di grandi dimensioni, che lo stesso autore definisce “assemblaggi di immagini” perché si tratta di più scatti messi insieme e ritoccati con photoshop per creare “situazioni che non esistono” dice l’artista, e “mondi  immaginari che fanno sognare”. L’immagine di un rinoceronte fotografato allo zoo con il manto di una zebra è il simbolo della personale di Herreman; i cieli sono ingranditi all’ennesima potenza; un buco nel cemento diventa un lago su cui si specchiano giraffe e zebre; il pavimento di casa sembra una distesa infinita di sabbia, o immagini che ritraggono animali come rinoceronti e giraffe nella piazza Aranci di Massa o nello stesso Palazzo Ducale.
Herremann inserisce ombre e profondità, attratto da tutto quello che l’occhio umano non riesce a vedere o non immagina. Nelle sue immagini traspare con forza la lezione dei “maestri” del surrealismo; nelle immagini sconnesse e connesse insieme, che dicono tutto e niente, insignificanti o piene di simboli troviamo il geometrismo impazzito o ordinato di Mirò lasciando all’osservatore la facoltà di decidere cosa vedere (vedi l’opera “Ivo”); da Ernst l’intreccio delle immagini e delle situazione che spiazzano il pubblico che non riesce ad “uscire” da quella apparente illogicità (come l’opera “Mystic River”); da Magritte il piacere di giocare con le immagini combinando il reale con il fantastico (ad esempio nell’opera “Smoke” dove una giraffa solitaria con la testa tra le nuvole “visita” il salone dei ricevimenti della Venaria di Torino); da Dalì la straordinaria capacità  eclettica della “transformazione” delle immagini.
“Bart Herreman, con le sue fotografie – spiega il curatore Mauro Daniele Lucchesi – colme di straordinaria capacità realizzativa, ci svela il suo mondo immaginario fatto di convivenze impossibili, uomini sbigottiti e animali disinvolti, stimolando o meglio facendo riemergere l’immaginazione sopita, di imporre allo sguardo la rappresentazione di qualcosa che oltrepassa il reale, una sorta di viaggio infinito senza limiti di tempo e luoghi. In ogni composizione – prosegue – c’è sempre qualcosa di sorprendente, di artificioso e nello stesso tempo di  rivelatore. Ogni sua opera ha la capacità di rappresentare i sogni, le visioni e le fantasie di chi la osserva. Davanti  alle opere di Bart Herreman la straordinaria capacità tecnica realizzativa passa in secondo piano rispetto al messaggio che l’artista ci vuole inviare, un modo di vivere, una “filosofia” che spinge a  travalicare i nostri limiti, a perseguire obiettivi apparentemente irraggiungibili – conclude Lucchesi- , a superare ostacoli apparentemente insormontabili”.